Qualche giorno fa, è stato il delurking day (adeguatamente celebrato qui). Antonio e Francesca volevano sapere cosa spinge i lurker a lurkare e se la richiesta a dei lurkers di rivelarsi anche per un solo giorno non nuoce alla fama di questi, creando un nonsense nel loro abituale agire.
Come già dicevo nel post celebrativo a me la parola lurker piace molto, io sono prevalentemente un lurker e ho parlato di questo fenomeno anche nella mia tesi, perciò vi rielaboro qui qualche pezzo della mia tesi, sperando di rispondere un po’ alle domande di Antonio e Francesca.
Spero solo che non sia di cattivo auspicio per questo neonato blog dedicare uno dei primi post ai lurker, finendo nel paradosso di lasciarlo prevalentemente senza commenti
Un elemento fondamentale per il successo di ogni comunità virtuale sono le persone che vi partecipano, però non tutte scelgono di contribuire attivamente: ci sono utenti, i lurker, che non commentano e non discutono mai, anche se visitano regolarmente la comunità e leggono tutte le opinioni e le discussioni presenti in essa.
Il lurking comporta la perdita di un’occasione per la creazione di nuova conoscenza e per la socializzazione nell’ambito delle community: molti lurker hanno opinioni, idee e informazioni di valore per la community. Le opinioni di queste persone sono importanti e si perde molto lasciando che restino passivi.
Se un punto di forza della comunicazione online è proprio la sua interattività, il fenomeno del lurking può essere visto come strano e in controtendenza: i lurker realizzano un tipo di partecipazione tipico dei media tradizionali (tv, radio, carta stampata), in cui il mezzo obbliga a forme di comunicazione unidirezionali e con un’audience passiva.
In base a questa analogia con i mezzi di comunicazione tradizionale, si potrebbero considerare i lurker come l’audience, volontariamente passiva, dei nuovi media. I media tradizionali senza un’audience di massa realizzerebbero una funzione incompleta, così i forum o i blog senza lurker non sarebbero un fenomeno di comunicazione completo.
In una community ben sviluppata con molti partecipanti, ogni ulteriore contribuito potrebbe essere distruttivo piuttosto che costruttivo: penso al caso, probabilmente paradossale, in cui una diffusione della partecipazione attiva, forzata artificialmente, infatti, darebbe come risultato solo l’information overload e non apporterebbe un miglioramento alla qualità del contenuto della community.
Nonnecke e Preece (uno dei vari articoli sui lurker è disponibile qui) hanno intervistato molti lurker e hanno classificato i motivi che li spingono a tenere il loro comportamento:
(sembra un elenco puntato una è solo un paragrafo schematizzato) :
- alcune persone non partecipano attivamente solo perchè non amano farlo, (per esempio per tutelare la loro privacy);
- oppure perchè non hanno niente da dire;
- Altri non partecipano immediatamente perchè vogliono apprendere i modi di fare della community: osservando il comportamento dei membri attivi, i lurker diventano familiari con il contenuto e lo stile della community e possono sentire di appartenere ad essa prima di iniziare ad interagire attivamente;
- Un’altra motivazione, specialmente per il lurking nelle community di supporto e di scambio di informazioni, è il free-riding, cioè l’uso della conoscenza dalla community senza partecipare alla sua produzione, perchè ad esempio non ne hanno le compentenze necessarie;
- Infine i lurker possono evitare di partecipare attivamente perchè temono una reazione brusca degli altri partecipanti verso il loro primo post. A conferma della plausibilità di quest’ultima motivazione: è stata individuata una correlazione tra una positiva prima esperienza di post e la seguente attiva partecipazione alla community.
A queste considerazioni vorrei aggiungere altri due commenti:
-[Information Overload] per poter partecipare attivamente ad una community c’è bisogno di un gran lavoro di “interpretazione” di quanto scritto dagli autori e quando questi contenuti sono tanti e complessi, è facile che chi legge non ha il tempo e gli stimoli per impegnarsi in questo lavoro e non approfondendo adeguatamente l’argomento di cui si discute non può commentare ed intervenire nella discussione (si è capito questa è la mia motivazione al lurking).
- [Capitale sociale] In questo quadro manca un elemento fondamentale per la partecipazione online: le relazioni tra gli utenti. Non me ne sono dimenticata, a breve preparerò un post specifico sulle relazioni sociali e il lurking.
La risposta alla domanda di Francesca secondo me è “dipende dal motivo per cui il lurker lurka”:
- il delurking day sarebbe un no.sense se si è scelto di non partecipare
- non è un no.sense se si lurka per mancanza di tempo o non si ha nulla da dire…







Gennaio 19, 2008 alle 9:40 pm |
Il post è interessante e avrei voluto dir qualcosa di complesso sul ruolo attivo che hai concesso a me commentatrice, con un post-risposta alla mia domanda, in atisintesi con il target del lurkaggio descritto.
Ma lurko.
A volte mi capita di non partecipare, non tanto per timore di una risposta brusca, quanto di una partecipazione inutile: ovvero, la valenza del pubblicato è tale che, per quanto fortemente aderente alle mie idee al punto da spingermi a manifestare un’affinità, ho paura di scomparire in banalità e ripetizioni, perdendo occasioni di stima dall’autore con cui si è d’accordo. Appartengo un po’ alla quinta categoria.
Gennaio 20, 2008 alle 11:46 pm |
…posto carino…non sembra male wordpress…ma la fragolina blu non c’è???
comunque imparo sempre tante cose interessanti leggendo i tuoi post…un bacio,maspy
Gennaio 21, 2008 alle 1:20 pm |
…finalmente riesco a trovare il tempo per leggere qualche tuo articolo e ne sono piacevolmente colpito!
Gennaio 21, 2008 alle 5:02 pm |
Ho letto, qua e là, molto interessante… specie la questione della vampirizzazione… Devo dire che più ci penso, più mi vengono in mente considerazioni a raffica, anche se all’Università di marketing ne ho studiato pochino. Però è vero, che certi sketch stanno ‘oscurando’ le caratteristiche del servizio… Meno complicata la questione quando il prodotto è ‘tangibile’: tutto sommato Bonolis e Laurenti non devono altro che dire che ‘il caffè è buono’, e infatti la loro
’serie’ è una delle più riuscite… Ma già è più difficile distinguere tra iservizi pubblicizzati da
DeSica (Tim), Aldo Giovanni e Giacomo (Wind) Fiorello / Mike
(Infostrada) e Gattuso /Blasi e (prima) Totti (Vodafone)…
O forse sono io che non so distinguere, perché mi accontento dei servizi che ho già, e quindi non ci presto attenzione…
Gennaio 22, 2008 alle 7:54 am |
Grazie a tutti per essere passati

@Franz qui puoi dire e fare quello che vuoi, è impossibile stimarti di meno
@maspy come vedi la fragola blu c’è, nascosta da qualche parte, ma in generale è ancora tutto in constuzione su WP.
@nemoblog anch’io ho appena scoperto il tuo blog
@marcello … non ci avevo pensato a distinguere tra prodotti e servizi … devo pensarci un po’
Gennaio 27, 2008 alle 4:04 pm |
grazie per la delucidazione. il passo tratto dalla tua tesi è scritto veramente bene.
Febbraio 6, 2008 alle 7:07 pm |
[...] Qui, parlando dei lurker avevo accennato all’importanza delle relazioni sociali nel determinare il comportamento attivo o passivo di un utente in una discussione online: cioè, oltre alla qualità del contenuto, è la relazione sociale esistente tra l’autore del blog e il visitatore a determinare il fatto che quel visitatore legga soltanto o partecipi anche attivamente alla conversazione lasciando dei commenti. [...]