Friend of a Friend (FOAF)

E’ quasi da quasi un anno che volevo scrivere il mio profilo FOAF (friend of a friend), di cui parlai, come al solito, nella mia tesi, ma non avevo mai avuto la pazienza di scriverlo.

Meno male che c’è qualcuno che lo ha fatto per me: Mybloglog ha preparato questo per me. Però poichè mybloglog non è il network che uso di più, molti dei miei contatti/legami più forti non ci sono nel profilo FOAF. Che fare? Scrivere un nuovo profilo o tenere più aggiornato il mio Mybloglog? Forse è più facile la prima. Non so.

[Il FOAF è un mattoncino di web semantico: è un dizionario che permette di descrivere le persone, i loro interessi, le relazioni tra persone].

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Qualche estratto sulla trasparenza amministrativa

Tra gennaio e febbraio ho letto un libro interamente dedicato all’accesso ai documenti amministrativi.
Continuamente sento appelli alla trasparenza amministrativa e nell’ambito della trasparenza amministrativa il diritto di accesso ha un ruolo molto importante.
A partire dalle cose che ho letto vorrei sottolineare qui due elementi della trasparenza amministrativa. 
In generale si può dire che trasparenza amministrativa vuol dire
“assicurare la massima circolazione possibile delle informazioni sia all’interno del sistema amministrativo, sia fra questo ultimo ed il mondo esterno” (da
urp.it).

Una parte importante della trasparenza amministrativa è regolata dalla legge 241/90 (pdf). Di seguito raccolgo alcuni estratti della legge 241/90.

  • All’art.1 stabilisce che la trasparenza amministrativa diventa un criterio a cui si deve ispirare l’attività amministrativa.
  • All’art 22. definisce il diritto di accesso agli atti amministrativa, ma contrariamente a quanto la coscienza comune si potrebbe attendere, questo diritto non è riconosciuto a tutti, ma solo a quelle persone che hanno un interesse “diretto, attuale e concreto” , corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento del quale è chiesto l’accesso. Pertanto affinché si realizzi il diritto di accesso è necessario che il cittadino abbia un interesse giuridicamente tutelato e che questo interesse sia collegato al documento che si vuole vedere o copiare (”prendere visione ed estrarre copia”, entrambe le attività realizzano il diritto di accesso).
  • All’art.24 comma 3 si afferma che le istanze di accesso non possono essere “preordinate ad un controllo generalizzato dell’operato delle pubbliche amministrazioni”, al fine di non rallentare eccessivamente/ulteriormente la macchina burocratica.
  • L’art.22 però precisa che possono richiedere l’accesso ai documenti amministrativi anche i soggetti portatori di interessi pubblici o diffusi (cioè quegli interessi riferibili ad una pluralità di individui e riguardanti beni a fruizione indifferenziata). In particolare per i dati ambientali non c’è bisogno di nessuna posizione particolare per accedere ai dati ambientali (come stabilito dall’art. 14 della legge 349/86).
  • L’art.26 impone l’obbligo alla PA di pubblicare, secondo le modalità che possono essere scelte autonomamente dai vari organismi,

le direttive, i programmi, le istruzioni, le circolari, ogni atto che dispone in generale sulla organizzazione, sulle funzioni, sugli obiettivi, sui procedimenti di una pubblica amministrazione, nel quale si determina l’interpretazione di norme giuridiche, si dettano disposizioni per l’applicazione di esse.

  • L’art. 54 del D.lgs 82/2005 dispone che i siti istituzionali delle amministrazioni centrali devono contenere i dati definiti pubblici e precisa che i documenti che devono essere obbligatoriamente pubblicate secondo l’art. 26 della 241/90 devono essere resi pubblici attraverso il sito web.
  • Una situazione un po’ diversa è quella degli enti locali (Comuni e Province etc), in quanto l’art.10 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL) D.lgs 267/2000 stabilisce

Tutti gli atti dell’amministrazione comunale e provinciale sono pubblici, ad eccezione di quelli riservati per espressa indicazione di legge o per effetto di una temporanea e motivata dichiarazione del sindaco o del presidente della provincia che ne vieti l’esibizione, conformemente a quanto previsto dal regolamento, in quanto la loro diffusione possa pregiudicare il diritto alla riservatezza delle persone, dei gruppi o delle imprese.

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Cos’è di destra, cos’è di sinistra?

A me le mappe di posizionamento sono sempre piaciute molto. Oggi ho visto un sito che credo si possa definire “una mappa di posizionamento costruita direttamente dal proprio target”.

Nel sito “cose di parte” della Sinistra Arcobaleno gli utenti possono inviare (o linkare) messaggi, link, immagini e foto e poi li possono votare, spostandoli verso destra o verso sinistra (verso il rosso o verso il nero) a seconda che li “percepiscano” come più o meno di sinistra. Non so da quanto tempo è attivo ma sono state inviate 450 “cose di parte” che hanno ricevuto 13.000 voti.

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due giorni … due social network … linkedin e mybloglog

Negli ultimi due giorni, ho notato che due social network hanno modificato oltre che la grafica anche la possibilità di “riconessione delle identità”.

- Linkedin: la cosa che mi ha colpito di più è stato il fatto che sia stata messa in primo piano la possibilità di controllare quali contatti già presenti nelle proprie rubriche personali di gmail, yahoo! e AOL sono già registrate su Linkedin.

Personalmente non mi ha portato molti benefici perchè la casella di posta elettronica che uso più spesso, quindi con la maggior parte dei miei contatti, è su libero, ma questa possibilità di integrazione offerta da linkedin, mi sta per convincere a trasformare gmail come “casella di posta elettronica” principale.

 linkedin.png

- Mybloglog: in seguito alle recenti modifiche, questo social network permette di indicare gli identificative “propri profili” sui vari social network online (ma mi pare che non ci siano nè anobii nè slideshare) e raccoglie tutte le azioni realizzate dai propri contatti sui vari network in una sola pagina, molto simile al minifeed di Facebook. Ad esempio mi indica che i miei contatti hanno inserito nuove foto su flicker o se hanno twittato qualcosa di nuovo o ancora se hanno aggiunto un nuovo link su del.cio.us o se hanno scritto un nuovo post.

Questa integrazione delle identità online può creare problemi di privacy? A pelle mi viene da dire di no: se non voglio che le attività realizzate su un social network siano diffuse anche ai miei contatti sugli altri network semplicemente non inserisco l’ID di quel profilo su Mybloglog. Magari pensandoci meglio e con il tempo mi verranno in mente dei possibili problemi.

Finora ho usato Mybloglog esclusivamente per vedere, grazie alla immagini che compaiono nel widget, le persone che, più o meno casualmente, sono passate nel mio blog, senza dare molta importanza ai contatti presenti su mybloglog. Ricordo che apprezzai molto la possibilità di usare l’account yahoo! per accedere sia a flickr che a mybloglog. Vedremo se le nuove funzioni ne accresceranno l’uso.

Tuttavia mi sembra significativo il fatto che due social network, quasi contemporaneamente, si siano mossi per dare la possibilità agli utenti di raccogliere/integrare i propri contatti e le azioni dei propri contatti, anche se queste azioni fossero motivate dalla sola volontà di ottenere più iscritti al proprio sito.

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Twitter e il Social Media Lab

Che adoro twitter l’ho già detto qui, credo di adorarlo sia per l’immediatezza dell’interazione: quando twitter chiede ai “cosa stai facendo?” … molte volte si risponde con un giudizio o un commento, io oserei direi che si risponde sottintendendo ”sto pensando che”.

Ieri allo IULM si è svolto il social media lab e io l’ho seguito via twitter.
Grazie a terraminds ho aggiunto tutti i twitteri che negli ultimi giorni avevano affermato di andare al SML e/o al minibar o che avevano detto di essere/andare nelle vicinanze dello IULM a pochi minuti dall’inizio dell’evento.
Allo IULM non c’era una connessione wifi (stabile) mi è sembrato di capire, perciò gli aggiornamenti non sono stati costanti e dettagliati, molti hanno twittato via txt, ma in ogni caso abbastanza interessanti. Innanzi tutto ho saputo che l’aula dello IULM era abbastanza inospitale: c’era troppo caldo e le sedie erano scomode.

Cosa ho saputo degli interventi? Leggi il seguito di questo post »

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